Laboratorio di Gruppoanalisi

Per una storia del Laboratorio di Gruppoanalisi

(scritta in rete dai primi presidenti)

La comparsa del nome Laboratorio, associato al lavoro con i gruppi, risale al 1976, quando, all’interno della cattedra di “Psicologia sperimentale”(da poco ordinario il Prof. Giovanni Sprini) presso la Facoltà di Economia di Palermo, si incontravano Franco Di Maria, Girolamo Lo Verso, Gabriele Profita e Giuseppe Ruvolo e prendevano avvio i primi gruppi di formazione esperienziale con operatori dell’area educativa e socio-assistenziale. Da questo laboratorio si svilupparono alla fine degli anni ’70 diverse iniziative di lavoro psicosociale con i gruppi anche con la presenza di Enzo Spaltro. La scelta di sviluppare la formazione in senso analitico prende le mosse dal periodo in cui Girolamo Lo Verso stava completando il suo training Sipag, Società Italiana di Psicoterapia Analitica di Gruppo, (osservazione, seminari e supervisione con Leonardo Ancona) con gli approfondimenti di Diego Napolitani e Malcom Pines. Nel suo studio, che divenne la prima sede del Laboratorio di Gruppoanalisi, non ancora costituito come formale associazione, cominciarono a tenersi delle riunioni periodiche con colleghi oggi senior – Di Maria, Dolce, Fiore, Giannone, Profita, Ruvolo, Sammartano, Venza – che costituirono il gruppo centrale intorno al quale si aggregarono una decina di colleghi interessati. Le basi erano fornite dalla letteratura esistente, dal raccordo con la Group Analytic Society e la Sipag, dal lavoro dei fondatori della gruppoanalisi, in Italia, Diego e Fabrizio Napolitani, Leonardo Ancona, Ondarza Linares. Questo gruppo aveva già una formazione nelle dinamiche di gruppo (Spaltro e, a vari livelli, un’esperienza analitica personale). Subito dopo arrivarono Claudia Napolitani e Tommaso Federico. Quest’ultimo attivò il lavoro a Catania con i workshop formativi e fondativi di Bronte che furono essenziali per la storia dello sviluppo del Laboratorio. Già allora la sede di Catania si orientò sul terreno della Salute Mentale, impegno proseguito, più recentemente, da Barone e Bellia nell’ambito delle Comunità Terapeutiche e della Danza Movimento Terapia.

I colleghi citati (e un certo numero di altri colleghi siciliani interessati) si formavano a Palermo con osservazioni e supervisione. Fondativa per il Laboratorio fu la partecipazione ai seminari di Corrado Pontalti, Franco Fasolo, Raffaele Menarini, Diego Napolitani. I seminari, che durarono molti anni, durante i quali alcuni colleghi integravano la formazione palermitana con la Sipag di Roma, avevano carattere clinico – teorico. Si può dire che da quei dialoghi serrati ed appassionati iniziò la costruzione di quella che poi sarebbe diventata la Gruppoanalisi Soggettuale. I temi erano il lavoro terapeutico con i gruppi, la complessità (con Ceruti), famiglia e psicopatologia (Pontalti), gruppi interni e relazione (Napolitani), istituzioni (Fasolo, Di Marco, Ruvolo), la teoria soggettuale del self (Lo Verso, Giannone). Ci furono scambi con molti altri colleghi (L. Brunori, J. Campos, R. Carli, M. Gasseau, G. Jervis, E. Klein, M. Pines, I. Ulrich, F. Vanni, ed altri). Furono anche prodotti numerosi testi, anche collettivi e di carattere nazionale, tra cui “La psicodinamica dei gruppi” e “Le relazioni soggettuali” che segnarono momenti di maturazione. Bisogna dire che allora, pur con molta vivacità sfociata nella C.O.I.R.A.G. (Confederazione di Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi) e mantenuta anche con scambi con la Group Analytic Society (Gas, London), la teoria e la metodologia clinica in terapia analitica di gruppo non avevano raggiunto la maturità e la chiarezza (e quindi l’efficacia clinica ed euristica) di oggi. Allora il Laboratorio era, soprattutto, un centro culturale con forte impegno nell’università, nell’elaborazione, nella libera professione. Divenne associazione giuridicamente costituita nel 1996, con la designazione alla presidenza di Giuseppe Ruvolo – che negli anni era diventato il riferimento organizzativo per lo sviluppo dei programmi scientifici – nel momento in cui il gruppo originario si era ampliato ed aveva consolidato una struttura di lavoro formativo e di elaborazione teorico-clinica, con forte coesione rispetto agli obiettivi. A partire da questo consolidamento il Laboratorio divenne rapidamente struttura nazionale, con l’istituzione della sede romana ad iniziativa di Pontalti e Marinelli, con la partecipazione del gruppo di colleghi di Torino e Milano ad iniziativa di Corino, Koen, Mariani ed altri. La sede di Milano si autonomizzò in seguito con Koen Fahlander, Pezzoli, Campostrini e diversi giovani colleghi. Sempre nel 1996 il Laboratorio divenne organizzazione confederata C.O.I.R.A.G. a pieno titolo, partecipando con tre sedi (Palermo, Roma, Torino) alla Scuola si Specializzazione in Psicoterapia individuale e di gruppo. Il forte impegno nella formazione incrementò ulteriormente la vita associativa nelle sedi e a livello nazionale.

La presenza attiva in C.O.I.R.A.G. dei soci del Laboratorio (ancor prima che si costituisse in forma giuridica), è stato generoso di energie ed idee fin dall’inizio degli ‘80 (Lo Verso e Pontalti ne sono stati a lungo presidenti e presidi della Scuola), e molti soci hanno rivestito e rivestono importanti cariche istituzionali nella Scuola stessa.

Questa articolata configurazione su molteplici piani sta configurando il Laboratorio come rete scientifica e professionale complessa sul territorio nazionale, nella quale convergono pratiche, elaborazioni teorico-tecniche ed esperienze molto variegate, ma sempre connesse all’impegno nella clinica e nel sociale. Tale complessità genera una forte vitalità dialogica e necessita di uno scambio scientifico-professionale continuo che superi la frammentazione e le specializzazioni ed alimenti lo spirito fondativo basato su confronto, ricerca e approfondimento integrativo della teoria gruppoanalitica con altre prospettive teoriche.

La presenza della rivista PLEXUS, insieme al sito Web dedicato al Laboratorio, stanno contribuendo a consolidare e a condividere l’elaborazione della ricerca e dell’esperienza dei colleghi, ampliando l’orizzonte di riferimento anche oltre i confini nazionali. L’ambizione che questi mezzi rendono praticabile, è quella di proporre il Laboratorio come luogo di attrazione e di riferimento sullo scenario internazionale, non soltanto per i gruppoanalisti stricto sensu, ma per tutti coloro che sono interessati alla conoscenza e al lavoro originati da una concezione multipersonale della mente, della psicoterapia, della vita di comunità e istituzioni nel mondo contemporaneo.

Va anche detto che il Laboratorio non è mai stata una struttura chiusa ed autoreferenziale e che sono sempre stati intensi gli scambi con la C.O.I.R.A.G. e le altre realtà scientifico – professionali italiane ed europee. Basti pensare ai raccordi sulla ricerca empirica (Lo Verso, Lo Coco, Giannone, Giordano, ecc.), all’etnopsicoanalisi (Profita), al lavoro istituzionale ed ai gruppi di formazione (Ruvolo), al lavoro con i genitori (Pezzoli), alla salute mentale (Pontalti), alle dipendenze patologiche (Di Blasi, Lo Piccolo), agli scambi con le società europee (Gas London, EATGA, Egatin, IAGP).

Crediamo, infine, che una citazione particolare meriti anche l’assiduo lavoro di raccordo organizzativo e propositivo che, con costante spirito di appartenenza, ha sin dall’inizio svolto Costanza Gaia Dolce.

Va detto, in conclusione, che come tutte le vicende umane, la storia del Laboratorio è più un work in progress che una marcia trionfale. La crescita numerica, ma soprattutto professionale e scientifico-culturale, è stata attraversata da difficoltà, tensioni, conflitti, dinamiche di potere, che, però, non hanno fortunatamente mai interrotto il progetto di sviluppo che ha portato il Laboratorio ad essere, in vari campi, riferimento scientifico nazionale ed internazionale. Rileggendo questa mini-storia sembra che essa sia stata molto un entrare in rete, costruire reti, arricchire l’elaborazione tramite reti. Il tutto, ovviamente, nella consapevolezza della difficoltà, parzialità e “soggettualità” che ha lo scrivere una storia, anche perché il problema è poi costruire il futuro. Pensiamo di essere d’accordo nel considerare imprescindibile lo spirito culturale e clinico originario, di cui il termine Laboratorio è precisa espressione: un laboratorio-a-rete (artigianale!) di ricerca clinica ed empirica, sperimentazione di dispositivi e teoresi.

Appendice: I testi pubblicati dal Laboratorio, e che testimoniano di una ricerca ormai internazionalmente conosciuta, sono molti. Rinviamo alla bibliografia ragionata, limitandoci a ricordare qui i volumi sui gruppi e la teoria del self (Di Maria, Lo Verso, Lo Coco, Giannone, Costantini, Pezzoli), quelli sulla ricerca empirica (Lo Coco, Lo Verso, Prestano, Giannone), sul setting, la formazione, i gruppi mediani e allargati (Profita e Ruvolo), sulla salute mentale, le comunità, la riabilitazione, le dipendenze patologiche (Fasolo, Di Blasi, Bellia, Barone, Bruschetta, Giunta), sulla polis e la psicologia mafiosa (Di Maria, Lo Verso, Lo Coco, Formica, Falgares, Giordano, Giorgi, Coppola, Giunta). Numerosi altri autori hanno pubblicato le loro elaborazioni in questi volumi e, soprattutto, in articoli di taglio clinico: Fasolo e Pontalti hanno dato un contributo centrale alla lettura gruppoanalitica della psicopatologia ed al lavoro con i gruppi terapeutici con pazienti gravi o, per dirla con loro, “gravosi”. Numerosi casi clinici sono stati riportati anche da Ferraris ed Ustica in molti articoli. Sintesi utili sono contenute nei recenti testi di Di Maria – Formica (“Fondamenti di gruppoanalisi”) e di Lo Verso – Di Blasi (Gruppoanalisi soggettuale).

Marzo 2011
Girolamo Lo Verso, Corrado Pontalti, Giuseppe Ruvolo
che invitano i presidenti, nell’andare della storia (a iniziare dall’attuale, Ugo Corino), alla fine del loro mandato, di integrare via via questo testo in progress, testo e vita.

Storia internazionale della Gruppoanalisi
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Scarica numero speciale della rivista Group Analysis XIV/1 (in inglese)

MILESTONES IN THE HISTORY OF GROUP ANALYSIS:
The European Group Analytic Movement and the Question of Internationality of Group Analysis
by
Juan Campos Avillar, M.D.
Honorary Member of GAS
and
Hanne Campos, Lic. Psych., Ph.D. Sociology